8 Febbraio 2021

In queste settimane sono arrivate decine, se non centinaia, di segnalazione sugli aumenti tariffari di Uniacque e sul conguaglio retroattivo relativo all’anno 2019. Anche sui social network il tema è stato particolarmente discusso. Per cui è doveroso informare i cittadini sulla questione del subentro tra Hidrogest e Uniacque nel modo più semplice possibile, anche se la situazione è molto complessa.

  • LA GESTIONE DELL’ACQUA: LA NORMATIVA ITALIANA

Prima di entrare nel merito del subentro Hidrogest/Uniacque, non si può non presentare le Leggi che disciplinano la gestione dell’acqua, che ricordiamo essere un bene pubblico fortemente regolamentato. Come accade molto spesso in Italia, la Normativa è spezzettata in più Leggi, Decreti e Atti che si sono evoluti nel tempo; questa è la situazione ad oggi, che ha base nella riforma dell’idrico del 2006.

La gestione dell’acqua ha un termine ben preciso: Servizio Idrico Integrato (SII). Il Servizio si dice integrato perché deve gestire tutto il ciclo di utilizzo dell’acqua: prelievo da falde o fonti, potabilizzazione, distribuzione in abitazioni e aziende, fognatura, depurazione e scarico nell’ambiente. Il SII è controllato da un’Autorità garante nazionale, ARERA, che si occupa anche della supervisione di Energia Elettrica, Gas e Rifiuti. La Legge prevede che il territorio nazionale sia diviso in Ambiti Territoriali Ottimali (ATO), controllati dall’Ufficio d’Ambito (UATO). In ogni ATO può operare un solo gestore, salvo rare eccezioni (“Salvaguardie”); il nostro ATO corrisponde all’intera provincia di Bergamo. Per questo, nel 2007, nasce Uniacque SpA, società pubblica con azionisti Provincia di Bergamo e i Comuni, per la gestione del SII.

  • LA TARIFFA UNIACQUE

Il Servizio Idrico Integrato è e rimane un servizio pubblico, soprattutto dopo il Referendum del 2011 in cui il 52,52% degli elettori ha votato contro la privatizzazione dell’Acqua. È vero, non ci sono logiche di concorrenza e di “mercato” (come con l’Energia Elettrica e il GAS), ma il gestore, Uniacque nel nostro caso, non può comunque decidere la tariffa da applicare a suo piacimento. Ma allora, come si genera la tariffa? Uniacque deve comunicare all’UATO il piano degli investimenti, cioè l’elenco di tutte le opere e le manutenzioni con il rispettivo valore; l’UATO prende i dati di Uniacque e con una formula matematica definita da ARERA calcola il prezzo al metro cubo da applicare su tutta la Provincia. La correttezza del calcolo è verificata dalla stessa ARERA. L’Ufficio di ATO, in seguito, controlla che le opere programmate siano state effettivamente realizzate. La tariffa, una volta definita, deve essere approvata dai Sindaci e poi applicata a tutti i Comuni della Provincia; votare contro la tariffa significa sostenere che il calcolo sia stato sbagliato oppure essere contrari al piano di investimenti di Uniacque. Ma la logica di base non cambia: più il Gestore fa manutenzioni e investimenti, più aumenta il costo dell’acqua. Per avere una tariffa più bassa, si dovrebbero fare meno lavori su tubature e impianti.

  • IL SUBENTRO AD HIDROGEST

Come scritto in precedenza, il Gestore deve essere uno solo a livello di ATO (Uniacque), tranne rare eccezioni. Sin dall’approvazione della Legge sull’Idrico, Hidrogest SpA, il vecchio gestore dell’Isola Bergamasca, ha sempre sostenuto di essere tra quelle eccezioni perviste per Legge e ha chiesto di essere abilitato come Gestore Salvaguardato. A fronte del mancato riconoscimento delle Salvaguardie, Hidrogest ha avviato una battaglia legale con ricorso al TAR e, in appello, al Consiglio Stato. La giustizia italiana, ahi noi, ha tempi biblici ed il processo è durato dal 2008 al 2016. In tutto questo tempo Hidrogest ha continuato ad operare “in sospensiva”, fornendo senza problemi l’acqua in tutte le nostre case e garantendo le attività di manutenzione delle reti. Tuttavia, la sospensiva ha comportato due limitazioni importanti: il blocco della tariffa e l’impossibilità di effettuare grandi opere. Come grandi opere, bisogna essere chiari, non si intende la sostituzione di tubi o la riparazione di perdite, ma lavori molto più rilevanti a livello economico e di portata: un esempio su tutti la realizzazione di tutto l’impianto di fognatura nel Comune di Caprino Bergamasco, realizzato da Uniacque.

Nel 2016 il processo è giunto finalmente al termine; la sentenza definitiva ha visto soccombere Hidrogest. La Magistratura non ha rilevato i presupposti per il riconoscimento delle salvaguardie, come nel caso di Cogeide SpA, società idrica di Treviglio e della Bassa. Pertanto, l’unico soggetto titolato a gestire il Sistema Idrico nell’Isola Bergamasca è Uniacque.

  • IL NODO TARIFFA

Se già dal dicembre 2016 non c’erano più dubbi sul fatto che saremmo passati in Uniacque (è una Sentenza definitiva della Magistratura a parlare), i tempi e modi del subentro erano ancora da definire. I nodi da sciogliere erano sostanzialmente due: il Valore Residuo (VR), cioè il prezzo che Uniacque deve pagare a Hidrogest per acquisire le sue attività, e l’allineamento delle tariffe. Purtroppo, detto con grande rammarico, gli anni 2017, 2018 e 2019 sono stati caratterizzati da forti conflitti tra Hidrogest e Uniacque che non hanno consentito di raggiungere un accordo su questi due punti. Senza entrare nei dettagli, ad oggi il VR non è stato ancora definito.

Sul fronte tariffa ci siamo trovati, nel 2016, in una situazione in cui l’Isola Bergamasca aveva un prezzo dell’acqua sostanzialmente bloccato da dieci anni, mentre il resto dei bergamaschi pagava una tariffa più alta, frutto di tutti gli aumenti applicati anno per anno. La differenza, lo sappiamo bene, è di circa il 30%. Non si tratta di mancanza di equità, ma di una questione di legalità; la Legge consente una sola tariffa per ATO e l’unica tariffa “legale” è quella di Uniacque. Abbiamo sempre cercato di trovare un accordo per un riallineamento graduale, spalmato in più anni, per impattare il meno possibile sulle nostre tasche, ma non è stato possibile.

Quindi, dal novembre 2019, con il passaggio di consegne tra le due società, anche il nostro Comune è servito da Uniacque.  L’aumento del prezzo dell’acqua è stato immediato e tutti noi lo abbiamo visto nei mesi scorsi. C’è un però: la tariffa unica calcolata da ATO vale per tutto il suo periodo di validità. Il momento in cui parte la nuova tariffa non è novembre 2019, ma il 1 gennaio 2019. Uniacque deve, di conseguenza ,chiedere la differenza del 30% anche per i primi 11 mesi del 2019, oggetto del conguaglio che abbiamo appena ricevuto.

 

Sappiamo che questa situazione è fortemente penalizzante per il nostro territorio, ma, per quanto paradossale, è conforme alla Legge. Non possiamo che rispettare le sentenze della Magistratura. L’unico soggetto che può dichiarare illegittimo il “conguaglio retroattivo” è ARERA, che non si è ancora espressa, ma che, in casi precedenti, lo ha sempre confermato. Sia nell’Assemblea Provinciale dei Sindaci, sia in Consiglio Provinciale, i nostri rappresentanti hanno fortemente criticato l’aumento dei costi per i cittadini in questo momento storico molto difficile, seppur dovendone riconoscere la piena legalità. Per una volta i Comuni dell’Isola hanno ritrovato unità di vedute e di intenti, mancata nel passato; che questo sia un buon segno per aumentare il peso delle istanze del nostro territorio. E non solo in Uniacque.

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