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Descrizione architettonica

parrochialeArchitettonicamente la chiesa di Suisio è una delle più belle chiese della diocesi.

La facciata neoclassica, ad ordine unico con vigorose colonne e capitelli di stile corinzio, fu realizzata nel 1834 su disegno dell'arch. Giacomo Bianconi. Le statue dei santi Lorenzo, Andrea e Nazario sul fastigio e quelle dell'Immacolata e di S. Giuseppe nelle nicchie, furono modellate nel 1877 da Luigi Carrara di Oltre il Colle.

L'interno, insieme solenne ed elegante, trova il suo fulcro nell'ampia cupola ottagona. I monumentali altari del transetto, con grandiose edicole e statue decorative in stucco lustro, realizzati al principio del 1800 da Giovanni Moroni di Ponte S. Pietro, vennero in parte tradotti in marmo dalla ditta Camillo Remuzzi nel 1976.

Attraverso la porta principale, seguita da bussola in noce, si previene al vano della chiesa, che presenta pianta a croce latina, con un transetto molto ampio a pianta pressoché quadrata smussata agli angoli, coperta da cupoletta a quattro vele maggiori e 4 minori.

Nel presbiterio troviamo, in centro, un affresco che raffigura l'Adorazione al Santissimo da parte degli angeli, nei medaglioni a forma di trifogli i santi: Tommaso d'Acquino, Venceslao e Pasquale Baylon, opere di Luigi Morgari coadiuvato da Aristide Secchi che hanno decorato tutta la chiesa dal 1910 al 1913 (compresi i 18 angeli in fondo alle lesene); poco più in basso c'é un crocifisso in stucco.

Sull'abside abbiamo le tele di S. Andrea condotto alla croce, la Gloria , e il Martirio, opere di ignoti le prime due e forse di Giosuè Sala la terza (fine del '700), donate da Astori e Solza di Piazza Amata e recentemente retaurate.

Nella cupola la Trasfigurazione e le Virtù Teologali (Fede, Speranza, Carità e la Preghiera) furono affrescate da Federico Ferrario attorno al 1766; presso le quattro finestre i Santi: Antonio Abate, Mauro Abate, Apollonia e Lucia; più sotto troviamo quattro grandi affreschi di Antonio Sibella del 1887: Adamo ed Eva nel Paradiso terrestre, Noè, Mosè e la Chiesa; più in basso sopra le porte, quattro tele di Giovanni Riva del 1830 raffiguranti quattro donne dell'Antico Testamento: Agar, Giaele, Ruth e Giuditta; i due monumentali altari dotati di grandiose edicole furono dotati di nicchie con la statua di San Giuseppe in legno di Luigi Carrara (1880) da una parte e dall'altra con la statua dell'immacolata di Virgilio Vavassori (1938); pale di questi altari erano un tempo le due grandi tele che si trovano in fondo alla navata della chiesa, all'entrata: La Madonna del Rosario con S. Domenico Guzman e S. Caterina d'Alessandria opera di Francesco Zucco realizzata nel 1625 e Il Transito di S.Giuseppe copia ottocentesca del Manzini da identica opera di Giuseppe Cotta realizzata nella seconda metà del 1600. Sotto la volta della navata troviamo S.Giuliano, S.Floriano con in mezzo la grata di S. Lorenzo, poi due angeli che accompagnano lo sguardo di Dio su di noi e in fondo S. Rocco e S. Francesco con in mezzo la croce decussata (a forma di X) di S. Andrea. La grata di S. Lorenzo e la croce di S. Andrea sono probabilmente opera di Federico Ferrario.

Sotto il cornicione vi sono le quattro tele dei profeti maggiori opere attribuite a Giovanni Riva che forse si è solo limitato a restaurarle tra il 1825 ed il 1831: Isaia, Geremia, Ezechiele e Daniele. Lateralmente troviamo due confessionali in legno di noce, uno sormontato dal pulpito,che insieme agli stalli del coro, ai mobili della sacrestia sono opera dei fratelli Manzoni (1913).

Inoltre troviamo i tre affreschi raffiguranti La Maddalena (firmato Morgari, 1913) , Il Battesimo di Gesù (attribuzione dubbia al Morgari) con la statua dell'Addolorata del Gritti di Bergamo (1942) e Il Figliol Prodigo (attribuito al Morgari) con la statua del Sacro Cuore (acquistata a Parigi nel 1894). Da ultimo troviamo i due altari laterali con due tele: La Pietà (ignoto del '700) e L'incontro di S.Carlo e S.Filippo Neri attribuito al Peverada datato 1775; anche le 14 stazioni della Via Crucis sono del Peverada e risalgono al 1799.