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La chiesa di Suisio

La chiesa di Suisio è, a detta dei competenti, una delle migliori costruite nella nostra provincia nel 1700. La struttura architettonica è snella ed agile, piena di movimento, con le sue masse ben proporzionate.

Se si pensa che il popolo che l'ha voluta, era formato da umili contadini, la cui istruzione era forse al di sotto di quella elementare, si deve riconoscere come la nostra religione ha sviluppato nei nostri padri il gusto del bello, e come non solo non rinnega i valori umani, ma li affina e li educa sino a produrre gioielli d'arte! Difatti l'amore che sempre si ebbe per abbellire la parrocchiale sta a riprova, se mai ve ne fosse bisogno.

Lungo è l'elenco dei benefattori. Inizia con Domenico Opreni, già sopra ricordato, che lasciò 300 scudi per la erigenda chiesa nuova. Segue la signora Giovanna Gambirasi, grande benefattrice sepolta davanti all'altare della Madonna Addolorata; di essa il parroco Don Gualandris scrisse: « Universa comunitale plaudente, et relicto omnibus desiderio sui ob profusam ipsius erga pauperes charitatem ». Ad essa seguono tanti altri: Don Antonio Vavassori sostenne la spesa totale della costruzione della sacrestia. I fratelli Astori, di Piazza Amata, sostennero la spesa dell'altare della Madonna del Rosario, opera del Moroni, su cui fecero mettere la tela della Madonna del Rosario, del pittore Zucco, che ora si trova in fondo alla chiesa, e acquistarono ì quadri che si trovano ai fianchi del coro. Poco dopo la proclamazione del dogma dell'Immacolata, Giovanna Gambirasi acquistò la statua della Madonna Immacolata rivestita da abiti ricchissimi, e che poi fu sostituita dalla attuale in legno. Margherita Vavassori donò alla chiesa due baldacchini, uno di 6 bastoni, e uno di 8 bastoni, del costo di 5000 franchi milanesi. Celestina Gambirasi regalò un magnifico stendardo del SS. Sacramento.

Queste persone ed altre ancora, senza nominare i parroci che tanto diedero alla nostra chiesa, non possono che stimolarci a fare qualche sacrificio per rendere ancora più bella questa parrocchiale. Oltre all'architetto Filippo Alessandri, che ne fece il disegno, hanno lavorato per la chiesa: l'architetto Giovanni Moroni da Ponte, che disegnò le cappelle di S. Giuseppe e della Madonna, nelle quali furono messe le tele del transito di S. Giuseppe, di ignoto, e la tela della Madonna del Rosario, opera di Francesco Zucco; la facciata esterna e la cupola furono completate dall'architetto Francesco Bianconi, nel 1834.

Gli affreschi sono di Federico Ferrari, e una delle sue migliori opere è la trasfigurazione di Cristo, nella tazza della volta. Di Giovanbattista Riva, allievo del Diotti, vi sono otto grandi tele moderne; vi sono pure decorazioni del Morgari. Il crocefisso della sacrestia è di Gaetano Peverada di Ponte e sue sono pure le belle « Via Crucis », fatte al principio del 1800. Le statue sulla facciata e quelle di S. Luigi e di S. Giuseppe sono opera dello scultore Luigi Carrara. Vi sono poi 3 tele sulla vita di S. Andrea, una della Madonna Addolorata, una di S. Carlo e S. Filippo Neri, tutte di autore ignoto del XVII secolo .

Nelle altre chiese si trovano opere di minor valore, ma, di un certo interesse: nella cappella di S. Fiorano c'è una pila dell'acqua santa, in pietra del 1600, non grande ma interessante. Nella chiesa di S. Lorenzo c'è fin S. Carlo su tela del 1700, forse del Ceresa; una bella tela con la Madonna, S. Domenico e Santa Caterina, del Cignaroli; c'è il coro del 1600, intagliato con angeli, opera locale di scarso valore artistico. Nella chiesa dell'Annunciata c'è una bella deposizione del 1600.

 

La storia dell'antica parrocchia di Suisio (è segnalato un suo "rettore" nel 1346 nella persona di Donatus de Muzzo) sorprende per il ritmo altalenante con cui le chiese del luogo furono investite del ruolo di parrocchiali, provocando di volta in volta animosità anche vivaci tra le diverse contrade.

Il vescovo Vittore Soranzo, mettendo fine a un lungo periodo di incertezze, il 10 maggio 1550 consacrava come Parrocchiale la chiesa di S. Lorenzo in Castelletto, ma già nel 1575 il delegato di S. Carlo Borromeo decretava che tale funzione spettasse alla chiesa di S. Andrea, allora più piccola ma più centrale. Dopo pochi anni, nel 1581, il vescovo di Bergamo Girolamo Ragazzoni fece visita pastorale a Suisio e celebrò nella chiesa di San Lorenzo qual Parrocchiale. In tale occasione interrogò l'allora Parroco Theusaldi don Paolo circa il motivo per cui, a distanza di sei anni dalle intimazioni del Vescovo, la Parrocchiale non era ancora stata trasferita in S. Andrea; egli rispose che quando fu dato inizio ai lavori di ampliamento si dovette riconoscere che la chiesa "non era adatta a ciò" e che quindi si era pensato addirittura alla costruzione di una nuova chiesa sin dalle fondamenta. Dopo aver effettuato alcune valutazioni, si ritornò nuovamente dell'idea di ampliare la già esistente S.Andrea, nel frattempo le celebrazioni venivano ancora officiate in San Lorenzo. Il vescovo Giovanni Emo (1613) considerò S.Andrea la Parrocchiale e le altre chiese, compresa S. Lorenzo, "sussidiarie". Il vescovo Daniele Giustiniani considerò l'una e l'altra chiesa comparrocchiali (1675), il vescovo Luigi Ruzini optava nuovamente per S. Lorenzo (1702) e il vescovo Pietro Priuli per S.Andrea (1713). Sconcertante segno dei tempi. Le cose si acquietarono, apparentemente, quando nel 1741 i capifamiglia, con 74 voti favorevoli e 2 contrari, stabilirono di costruire una nuova chiesa, l'attuale. Finalmente nel 1743, sotto il Parroco don Pietro Antonio Tombini, venne redatta la richiesta al Veneto Senato di erigere il nuovo edificio. Nel 1744 la Serenissima concedeva il suo benestare e l'anno seguente, il 1745, su eccellente progetto dell'Arch. Filippo Alessandri, si diede inizio ai lavori e fu posta la prima pietra sotto l'invocazione di S. Andrea. Nel 1766 la chiesa era ormai ultimata e fu benedetta in un primo tempo sotto l'invocazione di S. Lorenzo e S. Andrea, ma a causa delle liti sorte tra la popolazione e i gravi dispiaceri sofferti dal parroco, il Vescovo dichiarò nulla quella benedizione e non funzionale la chiesa. Finalmente il 22 maggio 1768 il plebano di Terno, per delega del Vescovo Antonio Redetti, essendo parroco don Carlo Gualandris, benediceva la nuova chiesa che fu consacrata col titolo di S. Andrea solo un secolo più tardi, il 3 dicembre 1871, per mano del vescovo di Como Pietro Carsana, già coadiutore a Suisio, sotto la reggenza di don Cristoforo Albrici. La Chiesa ormai ultimata, benedetta e consacrata, venne affidata ai parrocchiani per abbellirla e frequentarla.

Altre notizie storiche: La costruzione del campanile, costruito due volte perché la prima volta, dopo aver raggiunto l'altezza dei finestroni della Chiesa crollò, è avvenuta nel 1795. La chiesina di S. Luigi fu costruita nel 1770 ed adibita a cimitero fino all'editto di Napoleone. Carlo Bossi inizia la costruzione dell'organo della Parrocchiale, portata avanti più tardi dal Giudici insieme allo Sgritta discepolo del Serassi nel 1808

 

Vedi anche _Descrizione Architettonica

 

Testi e foto tratti da: SUISIO Appunti di Storia - Burgo Editore.